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domenica, Febbraio 25, 2024

L’aumento delle tasse in Italia raggiunge il 42,9% del Pil, quinta posizione in Europa. La Francia in testa con il 46,1%

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Julia
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Ciao a tutti! Sono Chiara, ho 31 anni e sono una giornalista appassionata di viaggi, cultura e cucina. Benvenuti sul mio sito, dove condivido le mie esperienze e le mie passioni con voi. Che il viaggio abbia inizio!

L’Italia si trova al quinto posto in Europa per l’incidenza delle tasse sul Pil, con il 42,9%, secondo un rapporto dell’OCSE. Al primo posto si trova la Francia con il 46,1%. Questo aumento delle tasse rispetto agli anni precedenti, quando l’Italia registrava un 42,4% nel 2021 e un 42,6% nel 2020, indica una tendenza preoccupante.
La Francia ha registrato un incremento dello 0,9%, confermandosi al vertice della classifica. Al secondo posto si trova la Norvegia con il 44,3%, seguita dall’Austria con il 43,1% e dalla Finlandia con il 43%. È interessante notare che la Danimarca è riuscita a ridurre il rapporto tra tasse e Pil di 5,5 punti percentuali, passando dal 47,9% al 41,4%.
Tra le economie più forti, la Germania mantiene un indice stabile al 39,3% e la Corea registra un aumento del 2,2% arrivando al 32%. Questi dati dimostrano come l’Italia stia facendo fatica a ridurre l’incidenza delle tasse sulla sua economia, mentre altri paesi stanno cercando di abbassare questa percentuale.
Il rapporto dell’OCSE rivela anche che in 21 dei 36 paesi censiti le entrate fiscali hanno registrato un calo in percentuale del Pil nel 2022. Al contrario, in 14 paesi le entrate fiscali sono aumentate e in Germania sono rimaste stabili. In media, il rapporto tasse/Pil dell’OCSE nel 2022 è stato del 34%, con Messico e Irlanda all’estrema bassa percentuale (16,9% e 20,9% rispettivamente) e la Turchia al 20,8%, in calo del 2% rispetto al 2021.
Negli Stati Uniti, l’indice tassazione/Pil è aumentato del 1,2%, arrivando al 26,7%. Tuttavia, è ancora molto distante dagli standard europei, dove la Gran Bretagna raggiunge il 35,3%, registrando un aumento dello 0,9%.
In Italia, l’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) rappresenta ben 5,5 volte il valore della corporate tax. Le imposte sul reddito delle persone fisiche generano un gettito pari al 25,9% del Pil, mentre le imposte sul reddito delle società rappresentano solamente il 4,4%. I contributi previdenziali sono pari al 31,2% del Pil, le tasse sulla proprietà al 5,8% e l’IVA al 15,7%.
Questo calo del rapporto tasse/Pil rientra in una tendenza inversa rispetto agli anni precedenti, quando durante la pandemia di Covid-19 si erano registrati incrementi. Lo studio mostra anche come le entrate fiscali nel corso degli ultimi 40 anni siano aumentate in linea con la crescita del Pil. Tuttavia, le entrate derivanti dalle tasse sulle società hanno registrato una crescita più rapida rispetto all’economia, mentre le entrate derivanti dalle accise sono state più lente.

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